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Antidifterica
Categoria 1-obbligatorio 
L'antidifterica in Italia



Fu introdotta in italia dal '39. E' di solito associata al vaccino antitetanico ed all' antipertosse nella cosiddetta tripla o DPT.. La somministrazione è per via sottocutanea o intramuscolare.

Il vaccino è costituito da anatossina difterica purificata, preparata a partire dalla tossina difterica neutralizzata con formolo.


Leggete
il testo del foglietto illustrativo revisionato dal Ministero della Sanità il 30/07/97 del vaccino INFANRIX HepB, vaccino combinato antidifterico, antitetanico, antipertossico acellulare e antiepatite B



I sintomi della difterite


La difterite è una malattia infettiva. Si localizzata livello delle mucose delle prime vie respiratorie, dove il bacillo giunge con l'inspirazione; esso è infatti contenuto nelle secrezioni del naso e della faringe dei malati o di portatrici apparentemente sani, ed è facilmente diffuso con la saliva e con gli starnuti. Fissati sulla mucosa del naso, delle tonsille, o della laringe, il bacillo
distrugge le cellule, e queste cellule distrutte sono bloccate sul luogo, con i bacilli morti o vivi e globuli bianchi, in una rete di fibrina (la sostanza che determina il coagulo del sangue).

Questa struttura forma una specie di membrana, che si chiama pseudomembrana (infatti, il termine difterite viene dal greco diphtera=membrana). Il bacillo della difterite, pur rimanendo fermo nel luogo dove si è fissato manda la sua tossina,che colpisce, di preferenza" reni, nervi e cuore. Questa malattia colpisce soprattutto i bambini, ma anche gli adulti. Il periodo di incubazione è di 2-7 giorni, dopo i quali si rende nota con,un'infiammazione. della mucosa colpita.

La zona dove il bacillo si è stabilito si arrossa , è gonfia, dolente. e si copre di una patina biancastra, che diventa sempre più spessa. ed è tenace, dura, da asportare. Compaiono febbre, indebolimento gonfiore delle ghiandole linfatiche che circondano la lesione. Si conoscono varie forme dì difterite, indicate a seconda dell'organo originariamente colpito: il naso, le tonsille o la laringe.
La laringite difterica, nota col nome di Croup, è particolarmente grave, perché porta all'asfissia, in quanto le pseudo-membrane chiudono, poco a poco, il passaggio dell'aria nella laringe. 


I pericoli di chi è vaccinato (e non)


In Italia, nel quinquennio 1992/1996, sono stati seqnalati 3
casi di difterite, di cui 1 caso proveniente all'estero.

Si continua a prescrivere l'obbligo a vaccinarsi quindi contro una malattia che è praticamente scomparsa. La situazione è quasi uguale a quella della vaccinazione antipolio : in italia, dal 1982 non vi sono più casi di polio naturale: gli unici casi di polio verificatesi (circa 1/anno) sono stati dovuti direttamente al vaccino (paralisi post-vaccinica). La medicina convenzionale sostiene che occorre mantenere la vaccinazione perchè vi è il rischio che se la percentuale di vaccinati diminuisca, vi posssano
essere epidemie. A tal fine, si citano spesso episodi epidemici insorti in Russia ecc. Questa tesi non è però dimostrata: infatti,in paesi con condizioni sanitarie analoghe alle nostre, come gli USA, anche in presenza di percentuali di vaccinazione molto più basse di quella italiana ( circa il 60 % ), non si sono verificate
epidemie di difterite.

In questa situazione, i benefici della vaccinazione obbligatoria sono praticamente assenti: rimangono però gli effetti collaterali del vaccino, che superano di gran lunga i vantaggi.



Effetti collaterali da vaccino

Evitare la vaccinazione in caso di accertata ipersensibilità ai componenti del vaccino e durante qualsiasi affezione febbrile. I numerosi studi clinici effettuati con il vaccino anti-pertosse acellulare di ingegneria genetica hanno evidenziato la sua maggiore tollerabilità rispetto al vaccino anti-pertosse tradizionale a cellule intere.
Tuttavia nei bambini con storia personale di convulsioni o altri disturbi del sistema nervoso centrale (SNC) dovrà essere attentamente valutato il rapporto rischio beneficio della vaccinazione. Una storia familiare positiva per convulsioni non rappresenta invece controindicazione alla somministrazione del vaccino. Il verificarsi di una reazione anafilattica di tipo immediato o di una encefalopatia, non dovuta ad altra causa evidente, e definita come una grave compromissione in forma acuta
del SNC entro 7 giorni dalla somministrazione del vaccino,
costituisce una controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi del vaccino stesso.


Effetti indesiderati


Gli studi clinici hanno evidenziato che il vaccino è estremamente ben tollerato. Ciò nonostante possono verificarsi, in una modesta percentuale di vaccinati, effetti collaterali di tipo sistemico (febbre, irritabilità, sonnolenza o perdita dell'appetito) e/o di tipo locale (arrossamento, gonfiore e dolore). Molto più raramente possono verificarsi reazioni di maggiore intensità quali febbre elevata e pianto persistente.
Rivolgersi al medico in caso di eventuali manifestazioni diverse da quelle segnalate.

Fonte CLIV 
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