Forse troverete questa affermazione difficile da accettare; le vaccinazioni
sono state pubblicizzate così abilmente e con tanta aggressività che la maggior
parte dei genitori le ritiene il ‘miracolo’ debellatore di molte spaventose
malattie.
Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della
pazzia. Per un pediatra, invece, contestarle equivale alla negazione da parte di
un prete del dogma dell’infallibilità del Papa. Molto di ciò che vi hanno fatto
credere sulle vaccinazioni non è vero. Non solo nutro su di esse gravi dubbi ma,
se dovessi seguire le mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a
rifiutarvi di praticare a vostro figlio qualsiasi vaccinazione. Sebbene nei
primi anni della mia carriera anch’io abbia inoculato vaccini, sono col tempo
divenuto un fermo oppositore della vaccinazione di massa. In questa sede
riassumerò pertanto le mie obiezioni allo zelo fanatico con cui i medici
inoculano ciecamente proteine estranee nel corpo di un bambino, senza sapere
quali eventuali danni possano provocare.
Non esiste nessuna convincente prova scientifica del fatto che si possa
attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia
infantile. E’ vero che alcune malattie, un tempo assai diffuse, sono diminuite o
addirittura scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma
nessuno può affermare con certezza la causa di questo fenomeno, che potrebbe
essere il generale miglioramento del tenore di vita. Si crede comunemente che il
vaccino Salk abbia avuto il merito di interrompere l’epidemia di poliomelite che
afflisse i bambini negli anni Quaranta e Cinquanta. Se così fosse, perché
l’epidemia si fermò anche in Stati europei nei quali il vaccino antipolio non
era usato così diffusamente? Di maggiore attualità è il chiedersi perché il
vaccino Sabin con virus vivi venga tuttora somministrato ai bambini quando il
dottor Jonas Salk, scopritore del primo vaccino, lo accusa di essere la causa
della maggior parte dei casi di poliomelite oggi esistenti. Continuare a
inoculare questo vaccino nei bambini è un atteggiamento medico irrazionale che
non fa che confermare la mia asserzione sull’incapacità della medicina di
riconoscere i propri errori. Con il vaccino antipolio stiamo assistendo al
ripetersi della riluttanza dei medici ad abbandonare la vaccinazione
antivaiolosa che per trent’anni dopo la scomparsa della malattia fu l’unica
causa di morte per vaiolo. Riflettete: per trent’anni i bambini continuarono a
morire a causa dell’antivaiolosa sebbene il vaiolo non costituisse più una
minaccia! Ogni vaccinazione comporta rischi significativi e ha numerose
controindicazioni che ne rendono pericolosa l’inoculazione. I medici, invece, le
praticano abitualmente, senza nemmeno avvertire i genitori dei possibili rischi
e senza determinare se il vaccino sia controindicato per quel singolo bambino.
Nessuno bimbo dovrebbe venire vaccinato senza prima eseguire questo tipo di
indagine, tuttavia ogni giorno eserciti di bambini vengono allineati negli
uffici competenti per essere vaccinati, senza tante domande...
Mentre sono conosciuti i moltissimi rischi a breve termine della maggior
parte delle vaccinazioni, nessuno è invece a conoscenza delle conseguenze a
lungo termine che possono derivare dall’inoculare proteine estranee
nell’organismo di un bambino. Ancor più sconvolgente è il fatto che nessuno stia
compiendo uno sforzo organizzato per scoprirle. Esiste un crescente sospetto che
le vaccinazioni contro le malattie infantili relativamente innocue possano
essere responsabili del drammatico aumento di malattie autoimmuni verificatosi
dopo l’introduzione delle vaccinazioni di massa. Si tratta di malattie terribili
come il cancro, la leucemia, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il
lupus eritematoso, la sindrome di Guillain-Barré, l’Aids. Una malattia
autoimmune può essere definita in termini semplici come un’affezione in cui il
meccanismo di autodifesa dell’organismo non è in grado di distinguere gli
invasori esterni dai propri tessuti, con conseguente autodistruzione. Abbiamo
barattato orecchioni e morbillo con cancro e leucemia?
La più acuta controversia che sta attualmente infuriando nell’ambiente medico
non è sfuggita all’attenzione dei mezzi di informazione: un sempre crescente
numero di genitori rifiuta di far vaccinare i propri bambini, affrontando le
conseguenze legali della propria azione. I genitori dei bambini che hanno subìto
lesioni permanenti in seguito alle vaccinazioni non accettano più l’idea della
‘fatalità’ ma intentano cause legali contro lo Stato, le case farmaceutiche
produttrici del siero ed i medici che lo hanno inoculato. Alcune ditte hanno
smesso di produrre vaccini e le rimanenti stanno allungando - anno dopo anno -
l’elenco delle controindicazioni all’uso. Nel frattempo, dato che le
vaccinazioni obbligatorie comportano una successione di visite mediche e
numerosi posti di lavoro nei distretti delle Unità Sanitarie Locali, i pediatri
continuano a difenderle fino alla morte. La domanda che i genitori dovrebbero
porsi è: "La morte di chi?".
Solo ai genitori spetta decidere se rifiutare la vaccinazione o accettarla
insieme ai rischi che comporta. Tuttavia, prima di accettare la vaccinazione,
permettemi un consiglio: documentatevi sui benefici e sui rischi connessi e
discutetene con il vostro pediatra. E se decidete di non far vaccinare il vostro
bambino contattate le associazioni sorte proprio per dare consigli ai genitori
che intendono riconquistare la loro libertà di scelta.
(Robert Mendelsohn, da Bambini sani senza medicinali, Red,
1992, pag. 117 e segg.)