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Messaggio originario
Forum Bibliografia 
Argomento Rischi ed effetti nocivi delle vaccinazioni. 
Autore Raul Vergini 
Data 04/10/2002 21:35:37 
Messaggio

Incidente a breve termine (classici):

Sono quelli che vengono ammessi anche dalla medicina ufficiale, benché con un’incidenza assai inferiore a quella reale:
encefaliti, complicanze allergiche (esantemi), eczema vaccinico, danni neurologici di diversa gravità, morte.

Altri danni a breve termine:

Vengono riscontrati da medici e da ricercatori ma non sono ammessi dalla medicina ufficiale: sindrome della morte improvvisa del lattante (ormai riconosciuta negli USA), paralisi, sclerosi multipla, leucemie acute, malattie allergiche da complessi antigene-anticorpo (danni renali, porpora, asma, reumatismi, edemi, ecc...), insorgenza di quelle stesse malattie contro le quali si vorrebbe vaccinare (difterite, poliomelite, tubercolosi, ecc...).

Danni possibili a lunga scadenza:

Secondo alcuni ricercatori essi sono molto probabili anche se la relazione di causa-effetto è difficilmente dimostrabile: tumori di ogni tipo, leucemie acute e croniche, linfomi, sclerosi multipla, infarti cardiaci, disturbi caratteriali, disturbi mentali, disadattamento sociale, alterazioni genetiche (e quindi trasmissibili ai discendenti), ecc...

Sconvolgimento del terreno organico del vaccinato:

Consiste in un’alterazione subdola dell’equilibrio ecologico interno provocata dalle ripetute stimolazioni delle difese immunitarie e, soprattutto, dall’introduzione nell’organismo di proteine estranee al suo codice genetico.

Danni dovuti alla contaminazione dei lotti di vaccini:

Riguarda soprattutto i vaccini virali, che possono essere contaminati da altri virus esistenti nei mezzi su cui vengono allestiti.

A questo proposito è ormai noto che il virus SV40 delle scimmie (il quale provoca tumori maligni non solo nelle scimmie ma anche in altri mammiferi) ha contagiato fino ai primi anni Sessanta la maggior parte dei vaccini antipolio a virus attenuati (Sabin) e uccisi (Salk). Chi ci garantisce che questo virus non possa, magari dopo 20-30-40 anni, provocare tumori anche negli uomini? Allo stesso modo si è saputo che la maggior parte dei vaccini a virus vivi contro la febbre gialla e contro il morbillo - per lo meno quelli fabbricati fino al 1962 - furono contaminati dal virus della leucosi aviaria (una leucemia dei polli, ma questo virus provoca tumori maligni anche in diversi tipi di mammiferi, scimmia compresa), contenuto negli embrioni di pollo su cui venivano coltivati questi virus. Solo recentemente si è saputo che centinaia di migliaia di soldati americani furono colpiti da epatite virale nel 1942 perché il virus dell’epatite B aveva contaminato i vaccini contro la febbre gialla somministrati a quei soldati. Recentemente alcuni ricercatori americani hanno isolato nelle scimmie verdi africane un virus molto simile a quello dell’Aids. Ora, le cellule renali di queste scimmie verdi vengono usate come terreno di coltura per la preparazione di alcuni vaccini umani, fra cui quello della poliomelite. Chi ci può garantire che i vaccini antipolio somministrati a milioni di bambini fossero esenti da questo virus? E che questo virus, anche se non è esattamente quello dell’Aids, non produca a lungo termine conseguenze nefaste? Chi ci può assicurare che altri virus, ancora sconosciuti ma non per questo necessariamente innocui, non continuino a contaminare i nostri vaccini? Sono domande inquietanti, che non possono essere frettolosamente liquidate con un "E’ impossibile!": la biologia non è matematica.

Danni dovuti alla particolare biologia dei virus:

I virus possiedono proprietà inquietanti: alcuni sono in grado di provocare delle aberrazioni cromosomiche; altri acquistano un potere di trasformazione (possono diventare patogeni) in presenza di determinati agenti fisici (come le radiazioni) o chimici; altri ancora possono potenziarsi a vicenda, ricombinandosi tra loro e dando origine a nuovi virus che a loro volta possono provocare nuove malattie; altri manifestano infine il loro potere patogeno nella discendenza del soggetto vaccinato. E’ noto che un virus, benché attenuato, possa in certe condizioni riprendere la virulenza. Il ricercatore sovietico Bochian riuscì addirittura, con appositi sistemi di coltura, a far resuscitare dei virus uccisi secondo le regole dell’arte e a far loro riacquistare il potere e la capacità di moltiplicarsi.

(Raul Vergini, da Vaccinazioni, perché?, Il giornale della buona salute naturale, Numero 1, Maggio 1995)

 
   

      
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