| Messaggio | La storia legittima molti dubbi, per non dire di peggio, sull’efficacia delle tecniche di vaccinazione. L’immunizzazione artificiale con i vaccini dovrebbe essere confrontata con l’immunità ottenuta in maniera naturale. Discutendo di immunità spontanea, gli autori dell’opuscolo The dangers of immunization, pubblicato dalla Humanitarian Society of Pennsylvania, evidenziano che nella vita quotidiana le infezioni a cui andiamo incontro e di cui ci rendiamo conto sono in ragione di un centesimo rispetto a quelle non evidenti. Queste infezioni minori, che non traspaiono da sintomi clinici, hanno come effetto il mantenimento della funzione immunitaria a un livello di allerta. Questa risposta è in contrasto con la vasta gamma di offese che la vaccinazione produce quando provoca il sistema su vasta scala esaurendo le sue riserve (poiché nessun sistema o organo ha riserve illimitate di materiali o di capacità funzionali). E si dovrebbe pure riflettere sul fatto che il corpo può fronteggiare materiali tossici e infettivi quando si presentano in una certa forma ma forse molto meno quando si presentano in un’altra.
Molte infezioni batteriche che occorrono naturalmente hanno il loro inizio nell’intestino e tuttavia le tecniche di vaccinazione di solito introducono l’invasore attraverso il sangue. Un’analogia può essere tratta dalla differenza che c’è tra il veleno di serpente ingerito (che non avrebbe quasi nessun effetto) e quello introdotto nel sangue (che ha invece un effetto altamente tossico). Si dovrebbe pure essere consapevoli del fatto che il sistema immunitario infantile non è completamente sviluppato e che evolve verso il suo pieno potenziale tramite l’esposizione a miriadi di microrganismi in un ambiente naturale. Assalire il sistema immunitario prima che esso abbia avuto il tempo di svilupparsi e di maturare naturalmente sembrerebbe essere una sollecitazione disastrosa. Il sistema immunitario infantile non ha infatti le risorse per reagire adeguatamente di fronte all’introduzione di materiali tossici si larga scala e la precocità della risposta cui è costretto indebolisce la sua efficienza a lungo termine. Questo processo sarebbe un fattore fondamentale nell’osservato aumento di immunodeficienza nei bambini, delle loro malattie allergiche e dei loro disturbi comportamentali.
(Leon Chaitow, da I pericoli della vaccinazione e le possibili alternative, IPSA Editore, 1989)
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