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Influenza...
di SELENIO CANESTRELLI
E proprio i bambini sono i primi a
trasmetterla soprattutto ai nonni. Quindi, laddove è
possibile è consigliabile far vaccinare i più piccole per
così proteggere loro e chi gli sta intorno». Una sorta di
appello, questo, che arriva in seguito alla notizia del
primo caso di influenza registrato proprio a seguito
dell'esame di un campione raccolto dopo la visita ad un
bambino di nove anni.
Ed intanto, dopo il brusco calo
delle temperature (oltre 10 gradi in poche ore) ritorna
l'incubo da malattie da raffreddamento. Ma non solo: medici
di famiglia e guardie mediche stanno registrando casi di
febbre, sindromi gastroenteriche e sintomi molto simili
alla influenza vera e propria, confermando la presenza di
una specie di epidemia anche se nessuno se la sente di
affermare che si tratti di vera e propria influenza. Al
massimo, dicono, si tratta di una forma molto simile,
tipica della stagione invernale. Una situazione un po'
anomala, insomma, che comunque non frena l'avanzata della
campagna di vaccinazione, che come detto, ha in mente di
coinvolgere almeno 130mila umbri compresi nella categorie
più a rischio. La sanità pubblica corre ai ripari
ordinando, ad esempio per il comprensorio della Asl 2,
circa 56 mila dosi di vaccino. L'obiettivo è quello di
proteggere dalla sindrome invernale per eccellenza almeno
il 75 per cento della popolazione di età superiore ai 65
anni considerata la più a rischio.
Il Messaggero on line Giovedì 7 Novembre 2002
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