Le mie ricerche sui danni derivanti dalla vaccinazione infantile - ed in
particolare sui vaccini DPT (antidifterite, antipertosse, antitetano) e MPR
(antimorbillo, antiparotite e antirosolia) - mi hanno convinto che vaccinarsi è
molto più pericoloso di quanto si fosse mai sospettato. Le vaccinazioni possono
infatti provocare l’encefalite con tutte le sue tipiche conseguenze, causano la
morte di almeno mille bambino all’anno nei soli Stati Uniti (casi diagnosticati
come SIDS) e circa 12.000 casi di danni neurologici gravi. Questi ultimi
comprendono insorgenza precoce del diabete, ritardo mentale, autismo, epilessia,
semiepilessia, diversi tipi di paralisi (compresa la paralisi cerebrale
infantile) e diverse patologie nervose che portano a cecità, sordità e perdita
della parola.
Durante il congresso omeopatico LIGA, tenutosi nel 1990 a Barcellona, ribadii
che secondo me la morte improvvisa da vaccinazione è causata dalla paralisi del
nervo vago. Quest’idea era stimolata dall’osservazione che i bambini danneggiati
soffrono di molte altre paralisi dei nervi craniali. Il nervo vago è il punto di
origine di gran parte dell’innervazione dei polmoni e più specificatamente
fornisce il controllo della respirazione. Se questo nervo viene indebolito da
un’encefalite da vaccino, il riflesso della respirazione viene necessariamente
compromesso. Tale osservazione è rafforzata dal netto aumento dell’asma e di
altre patologie respiratorie osservato negli USA dall’avvento della vaccinazione
di massa. Vale la pena di notare che molte di queste patologie (cecità, sordità,
epilessia, incapacità di parlare, ritardo mentale) vengono considerate
‘congenite’. Tuttavia esse vengono raramente identificate alla nascita. E’ più
frequente invece che i genitori si rendano conto che il bambino non può vedere,
udire o parlare o che è mentalmente ritardato quando egli ha nove mesi o un
anno. Poiché non si può determinare alcuna altra causa per tali malattie, il
medico decide che queste erano presenti alla nascita. Tuttavia, a questo punto,
il bambino avrà già ricevuto tre volte il vaccino DPT (contro difterite,
pertosse e tetano) e si sa che questa vaccinazione è in grado di causare le
malattie già citate. Il Congresso degli USA è stato sufficientemente convinto
dal mio libro DPT: a shot in the dark (La trivalente contro difterite, pertosse
e tetano: un salto nel buio) da varare alla fine del 1986 il "National
Vaccination Compensation Act", la legge di indennizzo per i danni da
vaccinazione. Essa istituiva a Washington un ufficio incaricato di accogliere le
richieste dei danneggiati e di risarcire la famiglia nel caso l’istanza fosse
fondata. Con questo sistema sono stati risarciti numerosi casi, la metà dei
quali riguardavano decessi (quasi sempre classificati dal medico legale come
morte infantile improvvisa di origine sconosciuta). Prima che scrivessimo il
nostro libro le autorità americane avevano negato la possibilità che un bambino
potesse morire in seguito a vaccinazione. Ora stanno rivedendo la loro
posizione.
Il mio libro sui danni derivanti dalla vaccinazione infantile, Vaccination,
social violence and criminology: the medical assault on the american brain
(Vaccinazione, violenza sociale e criminalità: l’aggressione medica al cervello
americano), continua le ricerche sull’argomento. Quest’opera è stata motivata
dalla consapevolezza che, poiché i fenomeni biologici danno luogo a una gamma di
effetti, se le vaccinazioni infantili provocano la morte e le altre patologie
menzionate allora esse devono necessariamente provocare anche altre innumerevoli
malattie ‘minori’. Come nel caso del decesso da vaccinazione, si tratta di un
campo che non è mai stato oggetto di ricerca da parte delle autorità mediche o
sanitarie. L’opera descrive bambini e adulti che sono stati danneggiati dalle
vaccinazioni ma non così gravemente da essere affidati ad istituti. Definisco la
loro patologia come "sindrome postencefalitica". Il metodo usato per valutare la
portata di tali danni sulla popolazione comprende, tra l’altro, la comparazione
dei dati sui bambini danneggiati da vaccinazioni con il gran numero di dati
esistenti sulle conseguenze dell’encefalite epidemica (encefalite letargica,
encefalite di Von Economo), malattia che aveva imperversato in gran parte del
mondo negli anni Venti e Trenta. Questi bambini soffrono delle stesse
menomazioni di quelli più gravi ma in forma attenuata.
Invece di epilessia, manifestano tic e momenti di assenza. Al posto di un
ritardo mentale con concomitante incapacità di inserimento sociale, evidenziano
un quoziente di intelligenza 80-90 che è appena sotto il livello della
normalità. Invece della paralisi, possono evidenziare una qualche perdita di
controllo muscolare (atonia), soprattutto a livello delle mani. I genitori
diranno che il bebè non usa le mani per camminare ‘a gattoni’ oppure che afferra
gli oggetti con i piedi invece che con le mani.
Tali soggetti evidenziano leggeri difetti ai nervi craniali. Invece di essere
ciechi sono astigmatici o affetti da nistagmo (rapida oscillazione incontrollata
dei globi oculari) oppure da strabismo convergente. Possono aver difficoltà a
spostare gli occhi da un lato all’altro o sono dislessici e incapaci di leggere,
di sillabare correttamente, di capire i numeri e cosi via. Un’altra
particolarità è che talvolta sono ossessionati dagli occhi della gente, hanno
paura di guardare gli altri negli occhi. Invece di essere totalmente sordi hanno
una difficoltà di udito, un’otite media cronica che può necessitare di
un’operazione per l’installazione di un tubetto di drenaggio del liquido da far
uscire. Almeno la metà dei bambini statunitensi ha avuto un episodio di otite
media nel primo anno di vita e comunque il 90% l’ha manifestata entro i sei
anni, fenomeno questo che comporta ogni anni 26 milioni di visite specialistiche
oltre a milioni di operazioni per l’inserimento del tubo citato (miringotomia)
del costo di mille dollari ciascuna.
Questo particolare tipo di otite era sconosciuto nel Paese prima della fine
degli anni Quaranta - inizio anni Cinquanta, il momento in cui viene introdotta
l’antipertosse. Invece dell’incapacità di parlare tali bambini possono avere una
voce particolarmente rauca, monotona o inespressiva e spesso tartagliano o hanno
altre difficoltà di parola, manifestano asma o altri problemi respiratori.
L’incidenza dell’asma ha avuto negli USA un incremento negli ultimi decenni
soprattutto nei bambini più piccoli. I bambini muoiono oggi di asma mentre
paradossalmente nel passato i medici potevano affermare che "nessun bambino
muore di asma". I vaccinati soffrono spesso di emicrania, anoressia, bulimia,
sovrappeso, disturbi del sonno e dell’appetito. Abbiamo scoperto che i neonati
affetti da coliche (allergia al latte) tendono a reagire maggiormente alle
vaccinazioni: le coliche dovrebbero di conseguenza essere indicate come una
controindicazione alla vaccinazione. Altri problemi si manifestano con un ritmo
del sonno alterato e cioè con bambini che scambiano il giorno per la notte: essi
sono iperattivi, hanno una capacità di attenzione estremamente breve e sono
impulsivi. Inoltre manifestano un basso livello di resistenza alle infezioni,
dovuto presumibilmente ad un alterato meccanismo immunitario.
Questi difetti vengono comunemente considerati ‘lievi’ ma bisogna tener
presente che soprattutto l’iperattività, la dislessia e l’incapacità di
attenzione stanno portando al collasso l’attuale sistema educativo americano. In
effetti gli handicap fisici sono solo una parte del problema vaccinazioni, che
si rivela infatti più grande dal lato mentale, emotivo e morale. Questi bambini
sviluppano un profilo psicologico tipico in quanto alienati e paranoici, affetti
da una debolezza di ego e di autostima. Sono ansiosi e depressi, non tollerano
frustrazioni, hanno un ossessivo bisogno di controllare le situazioni e
manifestano panico quando lo perdono. Sono sessualmente precoci e facilmente
omosessuali o bisessuali, tendono a comportamenti ossessivi quali l’alcolismo e
l’abuso di droghe. Sono affascinati dal fuoco, piromani. Sono inclini agli
scoppi di rabbia e questo tratto psicologico, combinandosi all’impulsività, li
porta ad atti di violenza impulsiva. Questi individui sono spesso coinvolti nel
crimine e talvolta, con il suicido, arrivano a rivolgere la violenza contro loro
stessi. Raramente mostrano rimorso per ciò che hanno fatto, sembrano dissociarsi
dai loro stessi atti perché l’impulso sfugge al loro controllo, come un tic
facciale. I lettori che abbiano una certa dimestichezza con la psichiatria
moderna riconosceranno la descrizione dei cosiddetti "disturbi del
comportamento" (disadattamento) dei bambini o "personalità sociopatica" degli
adulti. Secondo le mie ultime stime un bambino su cinque-sei rimane danneggiato
in misura più o meno accentuata dalla vaccinazione: questa stima si basa
sull’incidenza della dislessia e dell’iperattività nelle scuole americane, che
colpiscono oggi il 15-20% dei bambini in età scolare.
I programmi statunitensi di vaccinazione vennero istituiti alla fine degli
anni Trenta e il primo gruppo di neonati autistici si riscontra all’inizio degli
anni Quaranta. I programmi si svilupparono dopo la guerra ed il numero di
soggetti autistici aumentò notevolmente per arrivare agli attuali 300-400.000
casi. Quando i vaccinati della prima generazione (i nati nel 1945) raggiunsero
gli otto-nove anni, negli USA si cercò di capire "perché John non è capace di
leggere". Il problema attualmente va peggiorando mentre in molte cittadine
americane il sistema scolastico statale è al caos. Quando questi bambini
raggiunsero l’età di 18-19 anni e affrontarono gli esami per entrare
all’Università o nella carriera militare, si vide che il loro quoziente
d’intelligenza stava declinando: in realtà sta diminuendo regolarmente dal 1963,
anno in cui la generazione nata nel 1945 ha compiuto il diciottesimo anno d’età.
Quando questa generazione entrò nell’età adulta determinò un’alta incidenza del
crimine violento, che continua ancora oggi. Omicidi, stupri, aggressioni
cominciarono ad aumentare nella metà degli anni Sessanta e sono in progressione.
Numerosi studi hanno confermato che le persone coinvolte in crimini violenti
manifestano un’alta incidenza delle tipiche patologie post-encefalitiche da
vaccino. Almeno due vie collegano inoltre l’adolescente post-encefalitico
all’alcolismo e alla droga. In primo luogo, questi individui - come abbiamo già
visto - soffrono di ansietà, depressione e bassa autostima e sono perciò
naturalmente inclini ad evadere dalla realtà. In secondo luogo, molte scuole
statunitensi prescrivono terapie farmaceutiche ai bambini affetti da
iperattività, difficoltà di attenzione ed incapacità di apprendimento; a un
milione circa di questi bambini vengono regolarmente prescritte anfetamine e
sostanze simili come il metilfenidato. Si tratta di medicine che danno
assuefazione e non sorprende pertanto che questi bambini diventino in seguito
dei drogati.
(Harris Coulter, da The Omeopath del gennaio 1991)