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Messaggio originale
Autore Leon Chaitow 
Argomento Dopo le vaccinazioni le malattie cambiano nome. 
Data inserimento 04/10/2002 21:41:41 
Messaggio

Il medico, lo scienziato, sono uomini. Conoscono il timore di finire fuori strada, di essere emarginati dai colleghi e dal loro ambiente di lavoro, di passare per ‘eretici’: sono altrettante ragioni potenti per conformarsi, per evitare di smuovere le acque.

E così molti rimangono in riga. Generalmente, coloro che distorcono risultati e alterano diagnosi per adattarle alle esigenze del sistema dominante non fanno questo per disonestà ma credono sinceramente nella bontà del sistema che proteggono e - grazie a qualche gioco di parola e all’ambiguità delle idee legate alla professionalità - riesce loro facile dare un’interpretazione razionale delle proprie azioni. Quando si è messi di fronte a un paziente che presenta tutti i segni e i sintomi di una determinata malattia da cui è stato ‘protetto’ con la vaccinazione, è ovviamente difficile formulare la stessa diagnosi che si formulerebbe nel caso di una persona non vaccinata. Chiamando la malattia con un nome diverso i medici difendono così un sistema di credenze e un insieme di teorie in base alle quali hanno compiuto atti come la vaccinazione. E’ chiaro che ai loro occhi il paziente non può avere questa o quella malattia e c’è d’altra parte una tale abbondanza di nomi alternativi che non è arduo trovarne uno esatto e al tempo stesso senza problemi. La ridiagnosi è dunque un fenomeno reale che si verifica abitualmente allo scopo di proteggere un sistema e per aiutare i profani a non avere dubbi sull’efficacia dei metodi adottati.

(Leon Chaitow, da I pericoli della vaccinazione e le possibili alternative, IPSA Editore, 1989, pagg. 127-128)  

 
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