Incidente a breve termine (classici):
Sono quelli che vengono ammessi anche dalla medicina ufficiale, benché con
un’incidenza assai inferiore a quella reale:
encefaliti, complicanze
allergiche (esantemi), eczema vaccinico, danni neurologici di diversa gravità,
morte.
Altri danni a breve termine:
Vengono riscontrati da medici e da ricercatori ma non sono ammessi dalla
medicina ufficiale: sindrome della morte improvvisa del lattante (ormai
riconosciuta negli USA), paralisi, sclerosi multipla, leucemie acute, malattie
allergiche da complessi antigene-anticorpo (danni renali, porpora, asma,
reumatismi, edemi, ecc...), insorgenza di quelle stesse malattie contro le quali
si vorrebbe vaccinare (difterite, poliomelite, tubercolosi, ecc...).
Danni possibili a lunga scadenza:
Secondo alcuni ricercatori essi sono molto probabili anche se la relazione di
causa-effetto è difficilmente dimostrabile: tumori di ogni tipo, leucemie acute
e croniche, linfomi, sclerosi multipla, infarti cardiaci, disturbi caratteriali,
disturbi mentali, disadattamento sociale, alterazioni genetiche (e quindi
trasmissibili ai discendenti), ecc...
Sconvolgimento del terreno organico del vaccinato:
Consiste in un’alterazione subdola dell’equilibrio ecologico interno
provocata dalle ripetute stimolazioni delle difese immunitarie e, soprattutto,
dall’introduzione nell’organismo di proteine estranee al suo codice genetico.
Danni dovuti alla contaminazione dei lotti di vaccini:
Riguarda soprattutto i vaccini virali, che possono essere contaminati da
altri virus esistenti nei mezzi su cui vengono allestiti.
A questo proposito è ormai noto che il virus SV40 delle scimmie (il quale
provoca tumori maligni non solo nelle scimmie ma anche in altri mammiferi) ha
contagiato fino ai primi anni Sessanta la maggior parte dei vaccini antipolio a
virus attenuati (Sabin) e uccisi (Salk). Chi ci garantisce che questo virus non
possa, magari dopo 20-30-40 anni, provocare tumori anche negli uomini? Allo
stesso modo si è saputo che la maggior parte dei vaccini a virus vivi contro la
febbre gialla e contro il morbillo - per lo meno quelli fabbricati fino al 1962
- furono contaminati dal virus della leucosi aviaria (una leucemia dei polli, ma
questo virus provoca tumori maligni anche in diversi tipi di mammiferi, scimmia
compresa), contenuto negli embrioni di pollo su cui venivano coltivati questi
virus. Solo recentemente si è saputo che centinaia di migliaia di soldati
americani furono colpiti da epatite virale nel 1942 perché il virus dell’epatite
B aveva contaminato i vaccini contro la febbre gialla somministrati a quei
soldati. Recentemente alcuni ricercatori americani hanno isolato nelle scimmie
verdi africane un virus molto simile a quello dell’Aids. Ora, le cellule renali
di queste scimmie verdi vengono usate come terreno di coltura per la
preparazione di alcuni vaccini umani, fra cui quello della poliomelite. Chi ci
può garantire che i vaccini antipolio somministrati a milioni di bambini fossero
esenti da questo virus? E che questo virus, anche se non è esattamente quello
dell’Aids, non produca a lungo termine conseguenze nefaste? Chi ci può
assicurare che altri virus, ancora sconosciuti ma non per questo necessariamente
innocui, non continuino a contaminare i nostri vaccini? Sono domande
inquietanti, che non possono essere frettolosamente liquidate con un "E’
impossibile!": la biologia non è matematica.
Danni dovuti alla particolare biologia dei virus:
I virus possiedono proprietà inquietanti: alcuni sono in grado di provocare
delle aberrazioni cromosomiche; altri acquistano un potere di trasformazione
(possono diventare patogeni) in presenza di determinati agenti fisici (come le
radiazioni) o chimici; altri ancora possono potenziarsi a vicenda,
ricombinandosi tra loro e dando origine a nuovi virus che a loro volta possono
provocare nuove malattie; altri manifestano infine il loro potere patogeno nella
discendenza del soggetto vaccinato. E’ noto che un virus, benché attenuato,
possa in certe condizioni riprendere la virulenza. Il ricercatore sovietico
Bochian riuscì addirittura, con appositi sistemi di coltura, a far resuscitare
dei virus uccisi secondo le regole dell’arte e a far loro riacquistare il potere
e la capacità di moltiplicarsi.
(Raul Vergini, da Vaccinazioni, perché?, Il giornale della
buona salute naturale, Numero 1, Maggio 1995)